L'Unione Europea con decisione n. 771/2006/CE ha designato il 2007 Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti - Verso una società giusta - per sostenere gli sforzi diretti ad attuare la legislazione comunitaria in materia di parità di trattamento e di non discriminazione, tenendo conto dei diversi modi in cui uomini e donne subiscono le discriminazioni.
Questo atto è il risultato di una legislazione comunitaria contro le discriminazioni fondate su genere, razza e origine etnica, religione e convinzioni personali, condizioni di disabilità, età, orientamento sessuale, considerata la più avanzata al mondo. Per questo l'Unione Europea propone agli Stati membri, alle organizzazioni sindacali e datoriali, a tutti gli enti, organizzazioni e associazioni, di sensibilizzare, informare, stimolare la riflessione, la discussione e il confronto attraverso manifestazioni ed eventi di grande impatto che contribuiscano in modo concreto ed efficace a perseguire gli obiettivi specifici di cui è promotrice. Gli obiettivi dell’anno europeo sono i seguenti: diritti, rappresentatività, riconoscimento, rispetto. In quest’ottica si inserisce la Fiera Internazionale dei Diritti e delle Pari Opportunità per Tutti dal titolo “Melting Box, Piemonte 2007, dove la differenza ha un valore” che si svolge a Torino dal 22 al 24 di ottobre.Grandi personalità e grandi idee a confronto. Uno scambio di punti di vista diversi per affrontare il tema delle discriminazioni, abbattendo pregiudizi e luoghi comuni.
Immaginate che dalle pagine di un libro esca improvvisamente il protagonista. Immaginate le parole che diventano voce. E sia proprio lui, in carne e ossa, a raccontarvi la sua storia. È quello che accade nella Living library di Melting Box, una biblioteca vivente realizzata in collaborazione con l'Associazione Giosef-Unito (Giovani senza frontiere dell'Università di Torino) e Arcigay Torino. Come in qualsiasi altra biblioteca, anche in questa è possibile scegliere da un catalogo la storia che si vuole sentire e per mezzora i protagonisti raccontano se stessi, senza finzioni e senza recite. I "titoli" sono svariati, e riflettono diverse aree tematiche: Età , Genere, Religione, Etnia, Orientamento sessuale e Disabilità. Si va dal giovane dirigente politico al pensionato, dalla femminista al musulmano, dallo scout alla ragazza lesbica, dal disabile allo studente fuori corso. La Biblioteca Vivente è un progetto nell'ambito della Campagna All Different All Equal, riconosciuto dal Consiglio d'Europa come buona prassi tra le attività di promozione del dialogo interculturale. Saranno presenti con uno stand, anche le delegazioni campane, della Provincia di Napoli (Consigliera di Parità) e L’Assessorato politiche sociali e pari opportunità della Regione Campania (Commissione Pari Opportunità).
Nell’ambito di tali iniziative si inserisce anche uno dei più significativi interventi della Commissione Regionale Pari Opportunità, impegnata ormai da numerosi anni in un ciclo di corsi di promozione politica, “Donne e Politica”. Il primo ad essere inaugurato nell’area vesuviana è stato il corso tenuto nel giugno scorso a Somma Vesuviana, un altro è stato inaugurato in questi giorni a Sorrento. Altri corsi saranno inaugurati tra la fine dell’anno e l’inizio del 2008 nell’area vesuviana ( Ottaviano e S.Anastasia) e ad Acerra, in collaborazione con l’associazione Federcasalinghe, i Comuni gli assessorati e le Commissioni Pari Opportunità cittadine. Lo scopo perseguito è quello di stimolare le amministrazioni, lì dove non fossero già presenti, di istituire le Commissioni Pari opportunità, e lì dove già esistenti di aiutare le stesse nell’attività promozionale dell’avvicinamento delle donne a problematiche politico-sociali-amministrative nei luoghi istituzionali. Questo per quanto attiene alla sfera di promozione politica, ma un intervento volto al reale riequilibrio della rappresentanza di genere orientato ad una presenza paritaria si inserisce nella proposta di modifica di taluni emendamenti alla legge elettorale regionale al vaglio del Consiglio ( modifica dello Statuto della Regione Campania).
Nel 2003 il Parlamento ha approvato una modifica costituzionale che punta a favorire il riequilibrio della presenza fra donne e uomini nelle assemblee elettive e nei pubblici uffici.
All’articolo 51 della nostra Costituzione, che sancisce il principio della parità formale dei sessi in materia di rappresentanza politica, è stato aggiunto che «la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini». Si è creato, insomma, un «ombrello costituzionale» a tutti i provvedimenti legislativi ed amministrativi, con i quali si possono garantire forme di partecipazione paritaria tra donne e uomini, in particolare per quanto attiene alle cariche elettive. E questo perché la presenza delle donne nelle istituzioni è assai scarsa, specialmente nelle istituzioni politiche rappresentative (Parlamento, Consigli Comunali e Regionali). La norma costituzionale sopra menzionata ha permesso che risultasse raddoppiato il numero delle candidate e delle elette a Strasburgo per il Parlamento europeo nell’ultima tornata elettorale. Ma, siamo solo all’inizio di un percorso finalizzato ad assicurare le pari opportunità anche in un campo come la politica, che sembra impermeabile alle istanze di parità.
Le assemblee elettive vivono con forte senso di autoconservazione il proprio ruolo, per cui poco o nulla sono disposti a collaborare alla risoluzione di tali problematiche. Quello che peggiora la situazione è che siamo in presenza di una scarsa attenzione anche da parte di organi istituzionali, che ormai ingessati nel proprio ruolo, dimenticano o volutamente rimandano una questione alla quale persino l’Unione Europea da anni ormai, tenta di dare una soluzione. L’area vesuviana in questi anni ha visto la nascita di numerosi organismi istituzionali a favore delle donne, per colmare quel famoso Gap che non si riesce proprio a colmare con il buon senso, ma sono stati solo atti volti a dimostrare all’opinione pubblica che si era sensibili a certe problematiche, ma che nei fatti era solo uno dei tanti espedienti. Istituzionalizzare delle commissioni e non dotarle di spazi e mezzi adeguati al normale svolgimento delle proprie funzioni, per far poi cadere sui membri delle stesse la colpa della scarsa efficienza. Siamo nel Paese della burocrazia e burocraticamente si fanno richieste che puntualmente vengono disattese.
Oggi il ruolo occupato dalle donne è cambiato rispetto a ieri in cui il posto delle donne era caratterizzato da una scarsa visibilità , legato a figure maschili, ruoli di grande influenza dietro le quinte. Oggi vi è una maggiore possibilità di accesso ma con meccanismi molto complessi di iperselezione: ad un uomo si chiede soltanto di avere una professione; una donna deve essere ben nota, provenire da una buona famiglia ed anche avere una professione. È compito dello Stato, dunque, trovare delle soluzioni che siano in grado di recuperare ciò che costituisce un forte deficit del sistema. Occorre sottolineare che la questione della rappresentanza femminile è spesso mal rappresentata: comunemente la si definisce come una “questione femminile”, interpretandola erroneamente come una rivendicazione di genere rispondente ai canoni di un femminismo egualitarista ormai superato. Secondo la nuova concezione di pari opportunità, si tratta, invece, di un problema influibile di effettività democratica che è interesse della collettività tutta, uomini compresi.
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