Il caso: Quote rosa ignorate Comuni a rischio stop Campania, commissari per i sindaci «maschilisti» di Alessandra Chello
L'aveva promesso già lo scorso aprile. «Se non cambierà niente, come prevede l'articolo 136 del testo unico degli enti locali, provvedere) io stesso a nominare un commissario ad acta». Ora Franco Bianco, difensore civico della Regione Campania, ha lanciato il conto alla rovescia. Ed è pronto a mantenere quell'impegno. Nel mirino finisce la legge Deirio che prevede all'interno delle giunte, un'aliquota minima di rappresentanza di genere al 40%. Da allora però la maggior parte dei comuni ha risposto picche. E lui ha inviato al coordinamento nazionale dei difensori civici una relazione molto dettagliata. Una sorta di screening sui buoni e i cattivi. «Adesso basta - dice Bianco - non ho intenzione di tollerare per altro tempo nuovi abusi sul rispetto della rappresentanza di genere». Singolari le risposte avute da alcune amministrazioni. «Un sindaco - racconta il difensore - mi ha scritto che sta valutando l'opportunità di applicare la legge; un altro mi ha scritto che non riesce a completare la giunta con un'altra donna perché impossibilitato a designare idonea figura nel ruolo richiesto. E un altro ancora ha risposto candidamente che la sua giunta è composta da soli uomini per la mancata disponibilità di altre donne nella lista di maggioranza. E c'è pure chi ha detto che ha ottemperato alla legge fornendo la lista degli assessori formata da soli uomini». Interessante, poi, è stato anche l'esame delle città capoluogo. Napoli, ad esempio, non ha mai risposto ne alla prima lettera ne ai vari solleciti successivi e su 12 assessori ha 4 donne (la legge ne prevede 5); Salerno ha risposto invocando la non retroattività della legge, Caserta non ha risposto ma è commissariato ed Avellino pur non avendo risposto è l'unica atta capoluogo che ha ampiamente applicato la legge Delrio in quanto su 9 assessori 4 sono donne tra cui il vice sindaco. La lista dei centri più o meno virtuosi inizia con il Comune di Nusco «che - dice Bianco - osserva da sempre la legge perché ha in giunta due donne e due uomini; San Giorgio del Sannio spiega c'è una sola donna appartenente al genere femminile; Calvi non ha donne, ma in compenso ha il presidente del Consiglio Comunale che è donna ruolo ben più importante di un semplice assessore. E ancora Marano che si è adeguato alla legge Delrio, nominando un'altra donna nella figura addirittura della presidente della commissione pari opportunità della Campania, Francesca Beneduce, che, pur non essendo di Marano, è stata nominata lo stesso per le sue qualità».

