30 ottobre 2019

Osservatorio Nazionale e AISPIS- Seminario Formativo Presso il Consiglio Regionale del Lazio



Roma, 30 ottobre- Si terrà domani 31 Ottobre alle ore 10,00 presso la Sala Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio il Seminario “La prevenzione del suicidio nelle Forze Armate e Forze dell’ordine. Dal supporto psicologico obbligatorio ai ricongiungimenti familiari“ organizzato dall’Accademia Italiana delle Scienze di polizia Investigativa e Scientifica e dall’Osservatorio Nazionale per i Diritti e la Salute dei Militari e delle Forze dell’Ordine.
“Un evento molto atteso dagli appartenenti al comparto Sicurezza e Difesa che ha suscitato l’interesse di autorità politiche e militari- sottolinea la Presidente dell’Osservatorio Francesca Beneduce che prosegue- giornate come quella di domani ci vengono ormai sollecitate dai diversi sindacati nati nell’ultimo periodo anche per sollecitare verso tematiche ritenute anguste come quella dei ricongiungimenti familiari e delle valutazioni del personale”. “È importante che tutti si attivino per il supporto psicologico obbligatorio, facendo rete con le associazioni, nell’interesse delle nostre donne e uomini in divisa- aggiunge Antonella Cortese Vice Presidente.

17 ottobre 2019

Osservatorio Nazionale- Tempi maturi per Istituzione Garante Nazionale per i Militari e le Forze Ordine



Roma, 17 ottobre- “Nel mio recente intervento presso il carcere di Rebibbia dove ho avuto modo di incontrare la Polizia Penitenziaria ho sottolineato l’esigenza dell’istituzione di un Garante a tutti i livelli istituzionali per i Militari e le Forze dell’Ordine, un’esigenza maturata dall’osservazione di un’Italia a due velocità dove si garantisce tutto, tranne chi lavora a favore di chi delinque. Credo che ormai i tempi siano veramente maturi. Dobbiamo decidere da che parte stare, fare del pietismo e difendere e comprendere criminali o abbandonare a loro stessi chi esce al mattino per lavorare. Siamo garantisti sempre, la vicenda che oggi coinvolge l’arresto dei 6 agenti della penitenziaria, arrestati per tortura ed abusi, la giustizia farà il suo corso. Abbiamo assistito nei giorni scorsi a carabinieri insultati e minacciati. Se fossero confermate le accuse, dovremmo prendere coscienza che il passo da vittima a carnefice è molto breve e capire con le medesime logiche con cui comprendiamo i rei, il meccanismo che trasforma un tutore della legge in vendicatore seriale. Così in una nota la Presidente dell’Osservatorio Nazionale per i diritti dei Militari e delle Forze dell’Ordine Dott.ssa Francesca Beneduce  

10 ottobre 2019

Suicidi comparto Sicurezza e Difesa- Finalmente in Parlamento . Trano- Non possiamo rimanere indifferenti



Roma, 10 Ottobre- Dei suicidi nel comparto Sicurezza e Difesa se ne inizia a parlare anche tra i banchi del Parlamento. Infatti è giunto all’attenzione del Parlamento, questo preoccupante fenomeno, grazie alla sensibilità e vicinanza dell’On. Raffaele Trano che ha dichiarato “Suicidi tra i militari non possiamo rimanere indifferenti. Dietro il suicidio di un militare non c'è uno scherzo del destino, ma una situazione delicatissima. Sono intervenuto in Aula per sollecitare la revisione degli strumenti di prevenzione. Non possiamo stare a guardare davanti al moltiplicarsi di questi casi. C’è bisogno urgente di correre ai ripari adottando le misure di prevenzione suggerite dall’Associazione Finanzieri e dall’Osservatorio Nazionale per i diritti e la salute dei militari e delle Forze dell’Ordine”. “Finalmente il Parlamento prende coscienza della catena di eventi che portano i militari a togliersi la vita, come risposta estrema ad eventi che appaiano insormontabili” dichiara la Presidente dell’Osservatorio Nazionale Francesca Beneduce, che prosegue “le strategie che abbiamo posto in essere in questi ultimi mesi per contrastare il malessere delle nostre donne e uomini in divisa, non giace più inascoltato. Prendere coscienza di un problema è la strada giusta per risolverlo, fino a pochi mesi fa c’era un rifiuto verso il malessere psicologico ed in particolare verso i suicidi, parlarne equivale a prevenirne gli effetti. Stiamo parlando di donne e uomini che vestono la divisa, fortemente resilienti allo stress e solidamente preparati a risposte emergenziali, ciascuno di noi deve farsi carico di questo malessere che nasce anche dalle frustrazioni professionali- conclude la Beneduce- ragione questa, che va indagata ed a cui è necessario dare risposte attraverso strumenti certi per i militari, a tutela di tutta la cittadinanza”.