12 ottobre 2015

Quote rosa ignorate Comuni a rischio stop

Il caso: Quote rosa ignorate Comuni a rischio stop Campania, commissari per i sindaci «maschilisti» di Alessandra Chello
L'aveva promesso già lo scorso aprile. «Se non cambierà niente, come prevede l'articolo 136 del testo unico degli enti locali, provvedere) io stesso a nominare un commissario ad acta». Ora Franco Bianco, difensore civico della Regione Campania, ha lanciato il conto alla rovescia. Ed è pronto a mantenere quell'impegno. Nel mirino finisce la legge Deirio che prevede all'interno delle giunte, un'aliquota minima di rappresentanza di genere al 40%. Da allora però la maggior parte dei comuni ha risposto picche. E lui ha inviato al coordinamento nazionale dei difensori civici una relazione molto dettagliata. Una sorta di screening sui buoni e i cattivi. «Adesso basta - dice Bianco - non ho intenzione di tollerare per altro tempo nuovi abusi sul rispetto della rappresentanza di genere». Singolari le risposte avute da alcune amministrazioni. «Un sindaco - racconta il difensore - mi ha scritto che sta valutando l'opportunità di applicare la legge; un altro mi ha scritto che non riesce a completare la giunta con un'altra donna perché impossibilitato a designare idonea figura nel ruolo richiesto. E un altro ancora ha risposto candidamente che la sua giunta è composta da soli uomini per la mancata disponibilità di altre donne nella lista di maggioranza. E c'è pure chi ha detto che ha ottemperato alla legge fornendo la lista degli assessori formata da soli uomini». Interessante, poi, è stato anche l'esame delle città capoluogo. Napoli, ad esempio, non ha mai risposto ne alla prima lettera ne ai vari solleciti successivi e su 12 assessori ha 4 donne (la legge ne prevede 5); Salerno ha risposto invocando la non retroattività della legge, Caserta non ha risposto ma è commissariato ed Avellino pur non avendo risposto è l'unica atta capoluogo che ha ampiamente applicato la legge Delrio in quanto su 9 assessori 4 sono donne tra cui il vice sindaco. La lista dei centri più o meno virtuosi inizia con il Comune di Nusco «che - dice Bianco - osserva da sempre la legge perché ha in giunta due donne e due uomini; San Giorgio del Sannio spiega c'è una sola donna appartenente al genere femminile; Calvi non ha donne, ma in compenso ha il presidente del Consiglio Comunale che è donna ruolo ben più importante di un semplice assessore. E ancora Marano che si è adeguato alla legge Delrio, nominando un'altra donna nella figura addirittura della presidente della commissione pari opportunità della Campania, Francesca Beneduce, che, pur non essendo di Marano, è stata nominata lo stesso per le sue qualità».

Comunque, per poter disporre di un quadro completo della situazione nei 550 Comuni della Campania, l'ufficio del difensore civico è andato oltre e ha chiesto notizie a tutte le amministrazioni. Considerato che più della metà degli enti locali non aveva dato riscontro alla richiesta, è stata inviata una nuova lettera-diffida alle amministrazioni silenti. Dopo questa ulteriore sollecitazione molti hanno risposto, sino a raggiungere circa il 51% dei 550 Comuni. Ora con il parere ufficiale del Consiglio di Stato il quadro è chiaro, gli amministratori locali che non hanno rispettato la legge, avranno una formale diffida, e non più una semplice lettera di invito al rispetto normativo. A questo punto la diffida formale attiverà a sua volta la procedura che questa Regione già attua perla nomina dei segretari comunali, dell'applicazione dell'articolo 136, ossia la nomina di commissari ad acta per l'applicazione della legge. Dunque la guerra alle giunte maschiliste e a quelle che snobbano volutamente o per leggerezza la normativa sulle quote al femminile, è stata ufficialmente dichiarata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Napoli Nessuna risposta dopo la norma prevista dalla legge Deirio Le presenze Ancora molti i Comuni della Campania che non rispettano le quote rosa in giunta previste dalla legge che prevede il commissariamento -tit_org- Quote rosa ignorate Comuni a rischio stop

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