26 luglio 2019

Osservatorio nazionale Francesca Beneduce-Vicinanza alla famiglia del militare ucciso ed all’arma dei Carabinieri


Roma, 26 luglio- È sconcertante quando sta accadendo. Le nostre donne ed i nostri uomini in divisa risultano totalmente privi di mezzi, seppure in apparenza siano armati. Vi siete mai chiesti cosa accada quando un carabiniere o un poliziotto reagisco ad un'aggressione utilizzando le armi in dotazione? Inizia un'odissea giudiziaria dove da vittime dovranno difendersi come colpevoli. Oggi é un giorno molto triste per la morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, il suo sacrificio non deve passare e lo Stato deve dimostrare che anche i tutori del comparto difesa e sicurezza sono tutelati e posso agire in sicurezza e con le tutele del caso. Così in una nota la Presidente dell’Osservatorio Nazionale per i diritti e la salute dei militari Francesca Beneduce




17 luglio 2019


La legge sul codice rosso è stata approvata in via definitiva dal Senato.
Il testo prevede pene fino a 24 anni per violenza sessuale, rafforza il divieto di avvicinamento e previste cure psicologiche per condannati per reati sessuali
Roma, 17 luglio- Si auspica che la il nuovo impianto normativo possa finalmente essere un’efficace risposta al problema e si spera che questo strumento non devenga appannaggio di chi strumentalizza la violenza di genere per fare qualche corso di formazione e guadagnare da fatti che dovrebbero coinvolgere tutti a titolo gratuito con senso civico e di mutuo auto-aiuto. Non si può morire di malamore.
Vediamo nel dettaglio cosa prevede “Obbligo di ascoltare una donna entro 3 giorni dalla denuncia, inasprimento delle pene per i reati di violenza sessuale, eliminazione delle attenuanti per il femminicidio, introduzione di nuovi reati come il ‘revenge porn’ e la deformazione permanente del volto: sono tutti passi avanti fondamentali per proteggere le donne e i loro figli. Oggi lo Stato dice ad alta voce: ‘le donne non si toccano!'”. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede affida ad un post su Facebook il suo pensiero sul Codice rosso così come qualche ora prima aveva già annunciato il Sen. Francesco Urraro. Il ddl sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, che ha ricevuto il via libera definitivo del Senato sarà efficace con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Il testo, composto da 21 articoli è stato approvato alla Camera ad aprile, il testo è stato licenziato con 197 sì e 47 astenuti. Hanno votato a favore M5S, Lega, Fi, Fdi e Gruppo delle Autonomie. Pd e Leu si sono astenuti: contestano gli effetti positivi annunciati dalla maggioranza, perché è una legge a costo zero e non stanzia risorse.
I punti principali della legge.
Velocizzazione delle indagini e dei procedimenti giudiziari– Gli articoli da 1 a 3 del ddl intervengono sul codice penale prevedendo, a fronte di notizie di reato sui delitti di violenza domestica e di genere che la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisca immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale. Alla comunicazione orale seguirà senza ritardo quella scritta. Il pubblico ministero, entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato, assume informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato e nel caso scattano le indagini di polizia giudiziaria.
Più risorse per orfani del femminicidio– Sul fronte delle risorse, la legge recepisce il finanziamento di 7 milioni a partire dal 2020, già previsto nella Legge di Bilancio.
Maltrattamenti e atti persecutori– L’articolo 9 interviene sui delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi e di atti persecutori, elevando la pena minima a 3 anni, fino a una massima di sette; se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da 4 a 9 anni; con una lesione gravissima, la reclusione da 7 a 15 anni. In caso di morte, la reclusione raddoppia da 12 a 24 anni. La fattispecie viene ulteriormente aggravata quando il delitto di maltrattamenti è commesso in presenza o in danno di minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità.
Revenge porn, punito anche chi non condivide immagini – La lotta al revenge porn è un altro aspetto innovativo della legge, che punisce chi realizza e diffonde immagini o video privati, sessualmente espliciti, senza il consenso delle persone rappresentate per danneggiarle a scopo di vendetta o di rivalsa personale. Punito anche chi ‘condivide’ le immagini on line. Il reato viene punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 5mila a 15mila euro e prevede una serie di aggravanti nel caso, a esempio, se il reato di pubblicazione illecita è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
Divieto di avvicinamento rafforzato– Le norme in vigore che disciplinano il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, vengono rafforzate e punite con la reclusione da sei mesi a tre anni per chiunque violi gli obblighi o i divieti previsti dall’autorità giudiziaria.
Punito il matrimonio forzato – Una delle innovazioni introdotte dal Codice Rosso è l’articolo che punisce, con la reclusione da uno a 5 anni, l’introduzione del delitto di costrizione o induzione al matrimonio che colpisce chi “con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre vincolo di natura personale o unione civile”, approfittando delle condizioni di vulnerabilità o di inferiorità psichica o di necessità di una persona. La disposizione, vista la dimensione sovranazionale del fenomeno da colpire, stabilisce che il reato sia punito anche quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia.
Pene aggravate in caso di matrimonio forzato di minori– Il nuovo articolo contiene le circostanze aggravanti del reato di matrimonio forzato: la pena è aumentata se i fatti sono commessi ai danni di un minore di 18 anni è aumentata da 2 a 7 anni se viene colpito un minore sotto i 14. Si vogliono così contrastare, in attesa di una legge organica, il fenomeno delle spose-bambine e dei matrimoni precoci e forzati.
Ergastolo per omicidio aggravato– L’articolo 11 modifica il codice penale intervenendo sull’omicidio aggravato dalle relazioni personali, di cui all’art. 577 c.p., per estendere il campo d’applicazione delle aggravanti consentendo l’applicazione dell’ergastolo anche in caso di relazione affettiva senza stabile convivenza o di stabile convivenza non connotata da relazione affettiva.
Da 8 a 14 anni di carcere – È la pena prevista per chi causal esioni permanenti personali gravissime, come la deformazione o lo sfregio permanente del viso. La cronaca riporta ormai decine di casi di donne atrocemente deturpate e sfigurate irrimediabilmente aggredite al volto con acido corrosivo o altro materiale infiammabile.
Violenza sessuale, fino a 24 anni di reclusione– L’articolo 13 inasprisce le pene per i delitti di violenza sessuale che, in caso di violenza su un minore di dieci anni, parte de un minimo di 12 fino a un massimo di 24 anni di reclusione.
Trattamento psicologico per condannati per reati sessuali– È prevista la possibilità per i condannati per delitti sessuali in danno di minori, di sottoporsi a un trattamento psicologico con finalità di recupero e di sostegno, suscettibile di valutazione ai fini della concessione dei benefici penitenziari.
Formazione specifica per polizia e carabinieri – La legge stabilisce l’attivazione di specifici corsi di formazione per il personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia penitenziaria “in relazione alla prevenzione e al perseguimento dei reati di violenza domestica e di genere”, norma questa già prevista nella legge 119/2013 ma mai realmente applicata.


16 luglio 2019

Presentazione del libro il "Politomane" di Antonio del Monaco che ringrazio per l'invito. Occasione per una bella ed intensa chiacchierata con il#Ministrodelladifesa #ElisabettaTrenta alla quale ho rappresentato le difficoltà in merito al riordino delle carriere nelle Forze Armate in particolar modo per  l'intero comparto difesa, ricongiungimenti, benessere psicofisico e molto altro...
La domanda di rito al Gen. Del Monaco non poteva mancare: Hai scritto il libro quando ancora non pensavi alla carriera politica che di lì a qualche tempo ti avrebbe coinvolto, a distanza di qualche anno, quanto c'è, se c'è in te, del Politomane. Risposta del Gen. Del Monaco: Sono rimasto genuino, sincero e trasparente come quando pensavo di scrivere il Politomane.   



8 luglio 2019

Il 17° RAV “ACQUI” Dona 663 sacche sangue Fondazione Italiana “L. Giambrone” guarigione talassemia








CAPUA, 8 luglio – Si è conclusa, sabato 06 luglio 2019, una nuova iniziativa benefica realizzata nella Caserma “O. Salomone”, sede del 17° Reggimento Addestramento Volontari (RAV) “Acqui”, che ha ospitato per due giornate consecutive personale medico e sanitario della Fondazione Italiana “Leonardo Giambrone” per la guarigione dalla Thalassemia ed in collaborazione con il centro di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Cardarelli di Napoli.

2 luglio 2019

AISPIS e Osservatorio Nazionale per i diritti e la salute dei Militari e delle Forze dell’Ordine – in Molise per Tavolo Inter Istituzionale





Roma, 02 Luglio- L’Accademia Italiana di Scienze di Polizia Investigativa e Scientifica e l’Osservatorio Nazionale per i diritti e la salute dei Militari e delle Forze dell’Ordine rappresentata da Antonella Cortese, Francesca Beneduce e Maria Francesca Tripaldi, hanno organizzato in collaborazione con la Consigliera di Parità della Provincia di Campobasso Giuditta Lembo con il patrocinio del Consiglio Regionale del Molise per il prossimo 8 luglio, il Tavolo Inter Istituzionale “Cambiamenti radicali come prerogativa per il benessere psicofisico dei militari e delle forze dell’ordine: dai disturbi post traumatici da stress ai ricongiungimenti familiari”, edizione Molise che segue l’edizione nazionale del 30 maggio u.s. tenutosi presso la Camera dei Deputati “Portare la voce dell’Osservatorio nelle varie Regioni è un atto dovuto oltre che richiesto dalle Regioni stesse- dichiara la Presidente Beneduce- una risposta concreta alle esigenze territoriali ricevute da parte di appartenenti al comparto sicurezza e difesa del nostro Paese. L’aver acceso – aggiunge Beneduce- un focus sul malessere vissuto dalle nostre donne e dai nostri uomini in divisa, sino a ieri era impensabile. Ad oggi registriamo già notevoli passi avanti anche da parte del Governo centrale che è intervenuto alle nostre sollecitazioni anche grazie al costante e silenzioso lavoro svolto dall’Accademia italiana di Scienze di Polizia investigativa e Scientifica (Aispis) di cui mi onoro esserne la Direttrice scientifica. È ancora tanto il lavoro che ci attende – prosegue la criminologa- il tavolo Inter Istituzionale itinerante è l’occasione di confronto tra autorità politiche, civili e militari, in realtà diverse, ad oggi siamo in grado di tirare anche qualche somma”. A farle eco la Vice Presidente Antonella Cortese, “Abbiamo inteso rispondere alle diverse esigenze attraverso l’istituzione  della “Rete integrata di continuità psico assistenziale” afferente il progetto “Corpo e Anima” un’equipe integrata composta da medici di famiglia tra cui anche i pediatri, farmacisti, psicologi, criminologi, sociologi e avvocati a supporto di personale del comparto sicurezza e difesa e per la prevenzione della violenza di genere, già presente sul territorio nazionale in diverse Regioni tra cui la Campania, la Lazio, la Puglia, e ben presto aderirà anche la Regione Molise”.
Un ottimo lavoro di squadra quello che sta emergendo dal lavoro congiunto di due Enti di rilievo nazionale ed Istituzionale.

1 luglio 2019

Dipartimento Funzione pubblica e Pari Opportunità – Diffondono Direttiva 2/19 sulle Pari Opportunità














Roma, 1 Luglio- Venerdì scorso la Ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno, ha diffuso la direttiva n. 2/ 2019 per orientare le pubbliche amministrazioni nella promozione della parità e delle pari opportunità tra uomo e donna, una direttiva concertata con il Sottosegretario alla Presidenza con delega alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora.