Roma, 8 marzo- Un 8
marzo inconsueto quello che ci apprestiamo a “vivere” in queste ore. Niente
sciopero delle Donne, nessun convegno, assemblea o incontro per ricordare i
passi compiuti, le conquiste ed i diritti conquistati perché seppur si nasca
uguali, le donne sono costrette loro malgrado a lottare per consolidare ciò di
cui sono detentrici, questo le donne lo sanno bene. Questo virus
globale, ci
impone riflessioni sulla ricerca, sulle professioni mediche sulla tenacia delle
donne che nel corso della storia non ha scalfitto la loro tenacia della
conoscenza. Maria Rosaria
Capobianchi, Francesca Colavita, Concetta
Castilletti sono
le tre donne “ricercatrici” a cui si deve l’isolamento del Coronavirus, donne
che incarnano benissimo le difficoltà di tutte le altre donne che affrontano
con tenacia l’approccio al mondo del lavoro, che devono dimostrare sempre più
di altri di essere all’altezza, grazie a questa tenacia una di loro finalmente,
è stata contrattualizzata dallo Spallanzani. Quanti volti senza nomi, coperti
da occhiali e mascherine (ma non sempre) ci aiutano nei momenti di difficoltà,
dove per difficoltà, mai come nel presente momento storico, parliamo di “Vita”
e di “Salute” a loro deve essere dedicata questa giornata Internazionale dei
diritti delle donne. Sono loro il nostro esempio, chi si dedica alle
professioni di cura, con passione e dedizione, nell’emergenza senza sosta,
lontane da affetti e calore familiare. Anche loro hanno paura, come noi del
resto, quella giusta dose di paura adrenalinica che ci da la spinta di reagire ai
gravi momenti di incertezza. Questo 8 marzo passerà alla storia, non per i
gesti eclatanti, per la fuga di notizie, per l’impazzimento generale nel
prendere d’assalto i treni che dal Nord Italia riportano gli emigranti per
lavoro dalle loro famiglie al Sud, né per il sacrificio delle mamme del Sud che
chiedono ai propri figli a Milano di non tornare a casa per tutelare la salute
di tutti. Questo particolare 8 marzo ci riconcilierà con le cose importanti
della vita, nell'apprezzare ciò che si da per scontato, la Libertà. La libertà
di autodeterminarsi, di scegliere e di decidere se bere, mangiare o conversare
in compagnia. Siamo animali sociali e per nostra stessa natura vogliamo stare
con gli altri, in compagnia. L’isolamento forzato, che in tanti non stanno
rispettando, ci deve spingere proprio verso il confronto con noi stessi, è l’opportunità
che ci viene offerta per fare il punto della situazione, non sprechiamo questa
opportunità. Alle donne delle istituzione è doveroso chiedere di lavorare per
tutte le altre donne, nel creare condizioni migliori di assistenza familiare,
lavorativa e professionale e non solo per loro stesse, per esigenze personali
alla ricerca di un’effimera visibilità fine a se stessa per emergere a
discapito di altre donne. Alle donne che ancora si lasciano strumentalizzare
per crescere, che calpestano la dignità professionale di donne che attraversano
momenti particolari della loro vita costrette a lasciare per un momento il
presidio professionale, che approfittano di questa debolezza per generare
malessere e disorganizzazione sociale, perché diciamola tutta, di fondo c’è
impreparazione. Una impreparazione dannosa che genere incultura ed il messaggio
che passa è che le donne si fanno la guerra tra loro, ma è necessario se non
doveroso porre dei limiti a certi malcostumi. Le Pari Opportunità sono qualcosa
di ben diverso dal genere, sono altro, sono molto di più, nel restano rinchiuse
nel perimetro delle “femmine”. Dovremmo rifletterci un po’ meglio tutte e
tutti, perché questa battaglia di civiltà le donne la combattono con alleati di
riguardo, gli uomini. Non è una lotta tra sessi o tra generi, è una lotta di
civiltà che si vince tutte e tutti insieme con rispetto senza prevaricazioni. Dovremmo
ispirarci sempre alle parole della scienziata Rita Levi Montalcini “Le donne che hanno cambiato il mondo non
hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”. A tutte
le donne intelligenti di tutte le categorie possibili, alle scienziate, alle
mamme, alle mogli, alle figlie, alle donne medico, alle infermiere, alle Oss,
Osa, alle militari e poliziotte, alle donne sole giunga il nostro messaggio di
stima ed affetto per le difficoltà che quotidianamente affrontano anche per
quelle che materialmente non possono farlo ma che da lontano le supportano.
Grazie a Tutte 

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