8 marzo 2020

8 marzo/ La conquista dei diritti delle donne al tempo del coronavirus



Roma, 8 marzo- Un 8 marzo inconsueto quello che ci apprestiamo a “vivere” in queste ore. Niente sciopero delle Donne, nessun convegno, assemblea o incontro per ricordare i passi compiuti, le conquiste ed i diritti conquistati perché seppur si nasca uguali, le donne sono costrette loro malgrado a lottare per consolidare ciò di cui sono detentrici, questo le donne lo sanno bene. Questo virus
globale, ci impone riflessioni sulla ricerca, sulle professioni mediche sulla tenacia delle donne che nel corso della storia non ha scalfitto la loro tenacia della conoscenza. Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita, Concetta Castilletti sono le tre donne “ricercatrici” a cui si deve l’isolamento del Coronavirus, donne che incarnano benissimo le difficoltà di tutte le altre donne che affrontano con tenacia l’approccio al mondo del lavoro, che devono dimostrare sempre più di altri di essere all’altezza, grazie a questa tenacia una di loro finalmente, è stata contrattualizzata dallo Spallanzani. Quanti volti senza nomi, coperti da occhiali e mascherine (ma non sempre) ci aiutano nei momenti di difficoltà, dove per difficoltà, mai come nel presente momento storico, parliamo di “Vita” e di “Salute” a loro deve essere dedicata questa giornata Internazionale dei diritti delle donne. Sono loro il nostro esempio, chi si dedica alle professioni di cura, con passione e dedizione, nell’emergenza senza sosta, lontane da affetti e calore familiare. Anche loro hanno paura, come noi del resto, quella giusta dose di paura adrenalinica che ci da la spinta di reagire ai gravi momenti di incertezza. Questo 8 marzo passerà alla storia, non per i gesti eclatanti, per la fuga di notizie, per l’impazzimento generale nel prendere d’assalto i treni che dal Nord Italia riportano gli emigranti per lavoro dalle loro famiglie al Sud, né per il sacrificio delle mamme del Sud che chiedono ai propri figli a Milano di non tornare a casa per tutelare la salute di tutti. Questo particolare 8 marzo ci riconcilierà con le cose importanti della vita, nell'apprezzare ciò che si da per scontato, la Libertà. La libertà di autodeterminarsi, di scegliere e di decidere se bere, mangiare o conversare in compagnia. Siamo animali sociali e per nostra stessa natura vogliamo stare con gli altri, in compagnia. L’isolamento forzato, che in tanti non stanno rispettando, ci deve spingere proprio verso il confronto con noi stessi, è l’opportunità che ci viene offerta per fare il punto della situazione, non sprechiamo questa opportunità. Alle donne delle istituzione è doveroso chiedere di lavorare per tutte le altre donne, nel creare condizioni migliori di assistenza familiare, lavorativa e professionale e non solo per loro stesse, per esigenze personali alla ricerca di un’effimera visibilità fine a se stessa per emergere a discapito di altre donne. Alle donne che ancora si lasciano strumentalizzare per crescere, che calpestano la dignità professionale di donne che attraversano momenti particolari della loro vita costrette a lasciare per un momento il presidio professionale, che approfittano di questa debolezza per generare malessere e disorganizzazione sociale, perché diciamola tutta, di fondo c’è impreparazione. Una impreparazione dannosa che genere incultura ed il messaggio che passa è che le donne si fanno la guerra tra loro, ma è necessario se non doveroso porre dei limiti a certi malcostumi. Le Pari Opportunità sono qualcosa di ben diverso dal genere, sono altro, sono molto di più, nel restano rinchiuse nel perimetro delle “femmine”. Dovremmo rifletterci un po’ meglio tutte e tutti, perché questa battaglia di civiltà le donne la combattono con alleati di riguardo, gli uomini. Non è una lotta tra sessi o tra generi, è una lotta di civiltà che si vince tutte e tutti insieme con rispetto senza prevaricazioni. Dovremmo ispirarci sempre alle parole della scienziata Rita Levi Montalcini “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”. A tutte le donne intelligenti di tutte le categorie possibili, alle scienziate, alle mamme, alle mogli, alle figlie, alle donne medico, alle infermiere, alle Oss, Osa, alle militari e poliziotte, alle donne sole giunga il nostro messaggio di stima ed affetto per le difficoltà che quotidianamente affrontano anche per quelle che materialmente non possono farlo ma che da lontano le supportano. Grazie a Tutte

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